Angelo Virgillito – nasce a Catania, in Sicilia, cinquantatre anni fa, vive con la sua famiglia a Ragalna, un paesino del catanese, arroccato sulle pendici meridionali dell’Etna, da dove domina l’intera valle del Simeto. Ha cominciato a scrivere nel 1988 sul quotidiano catanese Espresso Sera. Si è iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti dal 1990 ha collaborato anche con i quotidiani Gazzetta del Sud , con Rai-Sicilia e con le emittenti televisive Antenna Sicilia, Teletna e TelevideoInn. La Sicilia e La Sempre nel 1990, grazie a una borsa di studio istituita dalla Comunità Europea, ha frequentato un corso di formazione professionale giornalistico, con stage in diversi Paesi dell’Unione Europea ottenendo una Qualifica professionale di Giornalismo, riconosciuta dall’Ordine dei Giornalisti. Nel 1995 pubblica il suo primo libro ”I tesori leggendari dei Dongioni Etnei”, in versione ridotta, che vuol essere un primo omaggio a quella splendida fetta di Sicilia posta all’ombra del vulcano. Nel 2006 esce la II edizione aggiornata del libro “I tesori leggendari dei Dongioni Etnei”, mentre nel 2010 pubblica il libro “Ricordi dal Passato”, edizioni Lulu. Nel 2011 pubblica la versione integrale dei “I tesori leggendari dell’Etna”. Sempre nel 2011 pubblica una ricerca storico-leggendaria dal titolo “Il Tempio Perduto nel Tempo”. Un’affascinante indagine, ricca d’indizi e correlazioni con il mondo perduto della preistoria, tramite i quali ha potuto sviluppare una nuova teoria, rivoluzionaria, secondo la quale in epoca antidiluviana e a ridosso del versante meridionale del vulcano etneo gli antichi dèi sumeri, conosciuti come Anunnaki nel IV millennio a.C., hanno realizzato un tempio che dopo il diluvio e durante la guerra degli dèi fu trasformato in avamposto militare. Attualmente ha incorso la stesura di un altro libro dove racconta le interazioni tra un’antica fonte e gli dèi che nella valle del Simeto vivevano durante il Neolitico, dal titolo provvisorio: “La Fonte degli Dèi”.
Gianni Fazion – sono nato a Verona nel marzo del ’53 del secolo scorso. La mia vita è stata un continuo girovagare per il mondo. Ho lavorato, per molti anni, con famose case editrici italiane. Poi un giorno mi è stato chiesto di lavorare nel mondo della meccanica. Purtroppo non conoscevo nulla in quel settore e quindi ho dovuto riprendere in mano i libri e studiare. Un giorno mi trovavo all’Università di Padova al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e più precisamente al C.I.S.A.S. G. Colombo, alcuni ingegneri mi dissero che avevano problemi con la camera fotografica Osiris della missione Rosetta. Risposi di non essere un ingegnere, vidi il problema, pensai alcuni minuti ed assieme a loro lo risolsi. Da quel momento pensai di scrivere un romanzo di fantascienza. Ci pensai molto e spesso a casa di amici parlavo di questo mio progetto, ma ero in difficoltà, non sapevo cosa scrivere. Una sera, mi trovavo in campagna e guardando la luna ebbi un’idea. Ne parlai con gli amici di Padova, uno di loro mi disse: Gianni scrivi un romanzo. Iniziai a scriverlo nel 2008, ho avuto degli alti e bassi nella stesura. Poi un giorno sono emigrato in Brasile e… in quella nazione ho continuato a scriverlo. Ora è pronto per essere pubblicato.





