Cronovisore: visioni dal passato

cronovisore 150x150 Cronovisore: visioni dal passatoEssere spettatori degli eventi del passato è un sogno che inseguono in molti. Assistere alla calata di Annibale con gli elefanti attraverso le alpi o diventare i testimoni della congiura contro Cesare, partecipare da protagonisti alla corte di Lorenzo Il Magnifico o ascoltare la voce di Napoleone sul campo di battaglia di Waterloo: come sarebbe bello rivivere gli eventi che hanno segnato la storia della nostra penisola e del mondo. Esistesse veramente la macchina del tempo un viaggio nel passato lo si farebbe volentieri. Eppure qualcuno ci ha provato; chiaramente non con mezzi strani, cabine da teletrasporto ma con la “Cronovisione”. Che cos’è la “Cronovisione”?
Si tratta di un particolare fenomeno fisico, per il quale è possibile osservare in forma olografica, cioè in modo tridimensionale, su di un particolare e speciale ricevitore televisivo denominato appunto “Cronovisore”, immagini degli eventi passati, anche quelli più lontani nel tempo. Attraverso tale apparecchiatura, si possono ricevere, oltre alle immagini, anche i suoni corrispondenti di quegli avvenimenti. Questa macchina esiste o è esistita ed è stata inventata da padre Pellegrino Alfredo Maria Ernetti, monaco benedettino, e costruita insieme ad un gruppo di dodici scienziati. Padre Ernetti è morto a Venezia nel 1994 e quindi non può più raccontarci nulla di tutto ciò così come gli altri artefici o testimoni di questa “scoperta”, tra cui Wernher von Braun ed Enrico Fermi, o padre Agostino Gemelli. Fu lo stesso padre Ernetti ad affermare che il “Cronovisore” fu smontato e le sue parti disperse per evitarne un utilizzo futuro da parte di altre persone. Questa la versione che risponde alla domanda: perché non vi è traccia di questo strumento?
Pare, invece, che il “Cronovisore” esista ancora e che sia tenuto nascosto in Vaticano. Ci troveremmo sicuramente di fronte ad una apparecchiatura portentosa che ci permetterebbe di fare chiarezza su quanto è successo in migliaia di anni di storia ma, allo stesso, tempo potrebbe risultare pericolosissima perché potrebbe svelare segreti che non gioverebbero alla stabilità o, pensando al Vaticano, alla credibilità di certe convinzioni. Pensate che padre Ernetti confidò a padre Brune, scrittore e religioso francese, di aver assistito a
tutto lo svolgimento della passione della morte e della resurrezione di Cristo; ed è proprio padre Brune ad affermare che la macchina, composta in tre parti, si trova “sequestrata” in Vaticano. Secondo padre Brune, padre Ernetti mise al corrente il Papa di questa scoperta e questo potrebbe far comprendere perché tanto interesse a far sparire un qualcosa che avrebbe potuto sovvertire credenze
consolidate nel tempo, facendo dichiarare al suo inventore l’avvenuta distruzione. Non sarebbe la prima volta se solo pensiamo ai Vangeli apocrifi, solo per citare un caso. Ma su quale criterio si basava il funzionamento del “Cronovisore”?
Antoine-Laurent de Lavoisier affermava “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: e partendo da questo principio si basa il funzionamento del “Cronovisore” ovvero quella della “Conservazione dell’Energia”. Ma se da un lato ricopre risvolti positivi dall’altro ne ricopre altrettanti negativi e non solo quelli legati alla storia: infatti come è possibile visualizzare e ascoltare gli avvenimenti passati è altrettanto possibile captare il pensiero delle persone presenti in quanto il pensiero è una emissione di energia con possibili conseguenze che potrebbero essere inimmaginabili. Ecco perché una scoperta così importante potrebbe generare grandi timori.
Ma come funzionerebbe il “Cronovisore”?
Il “Cronovisore” era (od è) formato da tre gruppi di elementi:

- una serie di antenne in catena tra loro, composte ciascuna da varie leghe metalliche, in grado di sintonizzare singole voci e immagini     del tempo trascorso;
- un sintonizzatore o regolatore di onde che serve per cercare e selezionare nello spazio immagini e suoni
- un monitor o schermo televisivo dotato di autoparlante che permette la riproduzione audiovisiva di tutto ciò che viene ricevuto.

Partendo appunto dalla famosa frase di Lavoisier le onde audio e video una volta emesse non vanno perse ma si trasformano in altre forme energetiche, restando eterne e presenti intono alla terra. Anche un altro religioso si era interessato agli studi sulla cronovisione: Don Luigi Borello. Don Borello, rispetto a padre Ernetti, affidava le sue teorie sulla base che tutti i fenomeni che si manifestano nell’universo sono dettati da una precisa “geometria di campo” dove le onde elettromagnetiche polarizzate vanno a fissarsi sulla materia inerte e nell’atmosfera ma anche nel sistema nervoso centrale dell’individuo divenendo memoria dell’essere vivente.
Il mistero però rimane. Padre Ernetti ha sentito veramente le voci di Mussolini e di Napoleone? Dei mercati di Traiano e la
vita di Cicerone? Soprattutto ha veramente rivisto la passione e resurrezione di Gesù? E se ciò è accaduto ha visto e sentito cose che l’hanno spinto a portare spontaneamente in Vaticano il “Cronovisore” o quello che ha raccontato ha messo paura a qualcuno al punto di “obbligarlo” alla consegna? Ed ancora se vi è riuscito in un periodo dove la tecnologia non aveva raggiunto punte di perfezione
come ora, perché nessuno si è nuovamente cimentato nella realizzazione di questo strumento?

Fabrizio Capra


2 Comments

  1. Cristian

    Ciao, articolo interessante! A quanti intendono approfondire l’argomento, consiglio la lettura del romanzo di Peter Schiera: “Il segreto di Ernetti”.

  2. Probabilmente lo tengono nascosto perchè consentirebbe di vedere anche gli intrighi del Vaticano che vogliono tenere nascosti o perchè probabilmente sarebbe da riscrivere la storia ufficiale…

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